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Superbonus 110 cessione del credito 2022: le nuove regole

12/05/2022
FV
Fabio Vidotto
Come funziona la cessione del credito 2022 | DetrazioniFacili.it

Il chiarimento dell’Agenzia delle Entrate sulla cessione del credito 2022 fa tirare un (mezzo) sospiro di sollievo. I crediti sono “frazionabili”, ma a precise condizioni. Ecco come sfruttare le misure alternative alla detrazione diretta senza commettere errori

Una buona notizia per la cessione del credito 2022 per il Superbonus 110 e per tutti gli altri Bonus Minori.

Dopo tutto il caos generato dal “NO!” delle banche, che a seguito del blocco delle cessioni multiple avevano deciso di non acquistare più i crediti (tradotto: morte del Superbonus!), finalmente arriva una buona notizia. 

E l’Agenzia delle Entrate è pronta a mettere nero su bianco, in una specifica circolare, questa importante novità. 

Di cosa si tratta? 

“Il credito è frazionabile per annualità”. 

È proprio questo l’aspetto principale che voglio trattare in questo articolo che ho deciso di buttar giù per rispondere alla domanda “come funziona la cessione del credito 2022 per le ristrutturazioni con il Superbonus?

A dire il vero, la possibilità di “spacchettare” il credito (a precise condizioni!) non è l’unica buona notizia. Infatti, è stata prevista dal decreto-legge n. 17/2022 (“Decreto Bollette”) anche la possibilità di una quarta cessione del credito a correntisti qualificati delle varie banche. E tutte queste novità (forse) terranno in vita il Superbonus che si nutre proprio di misure alternative alla detrazione fiscale diretta. 

E sicuramente attireranno l’attenzione delle tante banche che avevano deciso di uscire dal mercato del credito.

Ora, non ci resta che approfondire e scoprire come ottenere il massimo dalle nuove agevolazioni in tempi rapidi e con il minimo sforzo (alla fine dell’articolo trovi la soluzione sicura per monetizzare il credito d’imposta per qualsiasi progetto che prevede importanti interventi di ristrutturazione e riqualificazione energetica). 

Cessione del credito 2022 “frazionata”: parola di Ernesto Maria Ruffini

È stato proprio il Direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, a confermare la possibilità di frazionare il credito per annualità. 

E tutti noi addetti ai lavori possiamo tirare un mezzo sospiro di sollievo (e di conseguenza anche i nostri clienti). Sarà rivista la regola del credito definita dal dl 13/2022, che prevedeva il divieto delle cessioni parziali.

Che cosa significa tutto questo? 

In parole molto semplici, le banche possono tornare a far “girare un po’ di crediti” senza troppi vincoli (ovviamente, restano tutti i controlli rafforzati), proprio come avevano chiesto già da qualche mese per alimentare il mercato delle cessioni, evitando così di mettere in crisi imprese, clienti e professionisti che avevano pratiche in corso e che avevano trovato le porte delle banche bloccate. 

Per fortuna, è arrivato il Decreto Bollette, uno speciale pacchetto di aiuti per imprese e privati che va a modificare (in meglio) la cessione del credito 2022 per il Superbonus 110 e tutti gli altri Bonus. 

Poi, fa piacere notare che il Direttore dell’Agenzia delle Entrate si è allineato con quanto espresso dal Ministro dell’Economia che aveva già tranquillizzato tutti: 

“la normativa vigente già consente, dopo la prima comunicazione di esercizio dell’opzione, di cedere o di compensare le singole annualità di cui il credito si compone anche riferite al singolo beneficiario, purché la singola annualità non venga ulteriormente frazionata in un momento successivo”. 

In pratica, cessione del credito frazionata ma per un solo anno

Come si dice, sempre meglio di niente. Anzi, sempre meglio del blocco totale del mercato!

E il divieto in vigore dal 1 maggio? 

Superbonus 110 cessione del credito 2022: ecco come funziona con i crediti frazionabili

In breve, ecco lo schema della cessione del credito 2022: 

  • prima cessione libera;
  • seconda e terza cessione solo all’interno dei circuiti bancari (con tutti i nuovi controlli, come il codice identificativo univoco)
  • quarta cessione solo nei confronti di correntisti qualificati. 

Ma dal primo maggio 2022 è scattato un divieto per la cessione del credito: dopo la prima comunicazione di cessione del credito all’Agenzia delle Entrate, niente cessioni parziali per gli stessi crediti (un argomento che avevo trattato in questo articolo sul Dl 13/2022 che prevedeva solo 3 cessioni).

È proprio questo il punto che è stato ritoccato. 

La nuova interpretazione dell’Agenzia delle Entrate

Interpretato in maniera restrittiva, il divieto di cessione frazionata dei crediti in vigore dal primo maggio consentirebbe solo il passaggio dell’intero blocco dei crediti maturati. Prendiamo come esempio un progetto Superbonus: accollarsi tutte le quote annuali è un impegno di non poco conto. 

Ma l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate spalanca le porte di una cessione del credito 2022 “più facile: ammessa la cessione frazionata di un singolo anno. 

Il divieto scatterà solo per il frazionamento di importi minori nella stessa annualità: si potrà cedere una rata annuale da 10mila euro, ma non si potranno scorporare mille euro da quella annualità.  E questo limite per la cessione del credito 2022 per il Superbonus è stato previsto per evitare di “polverizzare” il mercato del credito che ora poggia sul codice identificativo per tutte le operazioni (spacchettare sì, ma non troppo!). 

Come sfruttare la cessione del credito 2022 frazionata senza correre rischi? 

Eccoci arrivati alla soluzione sicura per monetizzare il credito e cederlo senza brutte sorprese.

Gestire correttamente tutta la procedura per monetizzare il credito d’imposta e utilizzare le specifiche piattaforme per caricare la documentazione per accedere al credito (a proposito, la piattaforma dell’Agenzia delle Entrate per la cessione è stata aggiornata con 5 categorie di crediti) non è per niente facile. 

E basta un solo errore per ritrovarsi in spiacevoli situazioni. 

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