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Superbonus 110% - Articoli e approfondimenti

Come correggere gli errori nella comunicazione cessione del credito Superbonus 110%?

4/03/2021
FV
Fabio Vidotto
Come correggere gli errori nella comunicazione cessione del credito Superbonus 110%

Errare humanum est”. Ma come rimediare ad eventuali errori di compilazione del modulo per la comunicazione cessione del credito Superbonus 110%? Ecco quando si può annullare l’invio e fino a quando sono ammesse le correzioni

La comunicazione per la cessione del credito Superbonus 110% è il documento che forse spaventa un po’ tutti, privati e professionisti.

L’Agenzia delle Entrate, che ha pubblicato da tempo il modulo per la cessione del credito, controllerà tutte le virgole delle comunicazioni inviate – è giusto così, vista la portata dell’agevolazione fiscale riconosciuta con il Superbonus – ed  è importante non commettere errori di compilazione.

Ma “errare humanum est”.

Ecco che la domanda sorge spontanea:

è possibile annullare la comunicazione per la cessione del credito o modificarla?

Per fortuna, la risposta è positiva.

Se il modello per la comunicazione cessione del credito Superbonus, che deve essere inviato entro il 16 marzo dell’anno successivo a quello in cui sono sostenute le spese che danno diritto all’agevolazione fiscale – per l’anno 2021 è stata prevista una proroga al 31 marzo – presenta errori di compilazione, si può rimediare.

Il modello può essere sostituito da una nuova comunicazione da inviare entro il 5° giorno del mese successivo a quello di invio.

Il problema sorge se ci si accorge dell’errore successivamente.

Cosa si può fare?

Con la risposta 590/2020, l’Agenzia delle Entrate elimina ogni dubbio di contribuenti e professionisti.

Scopriamo insieme cosa si può fare.

Come e quando correggere gli errori nella comunicazione della cessione del credito Superbonus

“L’errata compilazione del modello di comunicazione non determina di per sé l’impossibilità di correggere eventuali errori commessi dai beneficiari della detrazione, sempreché ciò avvenga prima dell’utilizzo del credito da parte degli stessi o del fornitore/cessionario.”

Questo è il succo della risposta fornita dall’Agenzia delle Entrate all’interpello di un contribuente che, dopo aver inviato la comunicazione per la cessione del credito Superbonus per interventi di riqualificazione energetica, si è accorto di alcuni errori di compilazione del modello.

Qui puoi scaricare la risposta 590/2020.

In pratica, la comunicazione inviata può essere sempre sostituita da una nuova comunicazione da inviare entro il 5° giorno del mese successivo a quello di invio.

Ma se ci si accorge dell’errore commesso dopo il limite temporale appena indicato, c’è solo un modo per rimediare: correggere la vecchia comunicazione, che andrà a sostituire quella errata, prima che il credito maturato sia utilizzato in compensazione da parte del cessionario.

In caso contrario, nulla da fare e resta valida la comunicazione inviata, anche se presenta errori.

E in caso di omessa comunicazione della cessione del credito Superbonus 110%?

Questo è un altro aspetto da prendere in considerazione.

Omessa comunicazione della cessione del credito all’Agenzia delle Entrate: non valgono le stesse regole per l’invio dei documenti all’ENEA

Ecco quanto stabilito al punto 4.9 del provvedimento 283847/2020 dell’Agenzia delle Entrate:

“Il mancato invio della Comunicazione nei termini e con le modalità previste dal presente provvedimento rende l’opzione inefficace nei confronti dell’Agenzia delle entrate.”

In questo caso, la faccenda si complica ed è necessario fare riferimento all’istituto della “remissione in bonis”.

La remissione in bonis è una forma particolare di ravvedimento operoso, introdotta con l’art. 2, comma 1, D.L. n. 16/12, che può essere richiesta dal contribuente in caso di adempimenti formali, come la comunicazione cessione del credito Superbonus 110%, non eseguiti tempestivamente.

Ravvedimento operoso che può essere definito come una sorta di “sanatoria” che consente al contribuente di non perdere i benefici fiscali.

Pagando una sanzione di 250 euro il contribuente può provvedere a regolarizzare la sua posizione, a condizione che non sia in corso un accertamento.

Tutto risolto?

Non proprio.

La remissione in bonis è un ravvedimento operoso che può essere sfruttato solo in caso di omissione di comunicazioni Superbonus all’ENEA, ma non nei confronti dell’Agenzia delle Entrate.

L’aiuto di professionisti qualificati è indispensabile per non avere problemi fiscali

Il Superbonus appare agli occhi di tutti come l’occasione del secolo.

Ed è così.

Ma è anche un’occasione da sfruttare con le dovute accortezze.

Prima fra tutte, affidarsi solo a professionisti qualificati in grado di gestire una pratica 110% dal punto di vista tecnico e fiscale.

Sono davvero tanti i documenti da preparare e le analisi preliminari da fare per ogni caso specifico.

Non c’è solo la progettazione dell’intervento di riqualificazione e il cantiere: ci sono scadenze da rispettare, questioni fiscali da analizzare a fondo per capire se il 110% è davvero raggiungibile e adempimenti burocratici che rendono tutto molto complicato.

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